Per la prima volta a Trentino Danza Estate 2016 in qualità di docente di danza classica ritorna anche per l'edizione 2017 Cristina Amodio, alla quale passa il testimone Ivan Cavallari, danzatore e coreografo altoatesino ( ma la mamma era trentina) dalla carriera sfavillante ( Scala, Bolshoi, Stoccarda, Austrlian Ballet)  impossibilitato a partecipare alla manifestazione di quest’anno in quanto da pochissimo  nominato direttore de Les Grand Ballet Canadiens a Montreal. Cristina, figlia di Amedeo Amodio per anni direttore dell’Ater Balletto, è un altro importante nome del mondo della danza che arricchisce sempre più la “mission” di Trentino Danza Estate, ovvero la formazione di giovani talenti.

Cristina  Amodio lei da sempre ha respirato l'aria del palcoscenico, visto e considerato che sin da piccola seguiva il padre Amedeo, per anni direttore dell'Ater Balletto, una delle più importanti compagnie italiane, durante la preparazione dei suoi balletti. E' stato in quel momento che ha deciso di voler danzare e diventare una ballerina?

Da quando sono nata ho vissuto in un ambiente intriso d'arte e cultura, in cui la danza faceva parte del mio mondo quotidiano e quindi, non ho mai avuto un altro pensiero riguardo al futuro: volevo diventare una ballerina classica. Sin da piccolina stavo sempre accanto a mio padre quando creava un balletto nuovo, per me era normale, nulla di strano, come normale era stare dietro le quinte mentre ballava, assistere alle prove e andare in  tournée con lui.

Quando ha capito e in che occasione che avrebbe scelto per la sua vita il mestiere della danzatrice?

Ho dovuto aspettare di fare l'esame alla scuola di ballo del Teatro alla  Scala di Milano per cominciare a studiare danza , avevo 11 anni e mezzo ed ero  alla fine della quinta elementare. Dopo il mese di prova , che si teneva a settembre, ho saputo che ero stata presa e finalmente ho cominciato a studiare ciò che amavo più di ogni altra cosa , la danza.

Quindi lei si è diplomata al Teatro alla Scala di Milano nel periodo in cui era a direttrice la Signora Anna Maria Prina. Cosa ricorda di quegli anni? Pensa che oggi alla Scala siano cambiate delle cose dal punto di vista della formazione?

Il percorso non è stato semplice, anzi! Per giunta, essendo figlia d'arte, la situazione era paradossalmente  ancora più faticosa. La Signora Prina era completamente diversa da adesso, allora vigeva una  rigidità, secondo me,che reprimeva la personalità. Devo ringraziare la mia caparbietà e tenacia se sono riuscita ad andare avanti. La disciplina ferrea e una grande determinazione sono due qualità assolutamente indispensabili per un ballerino. Conosco l'umiliazione, la frustrazione, l'inadeguatezza, il disagio ma , nonostante tutto non ho mai mollato, anzi ! Ero ancora più mirata ad andare oltre alle mie possibilità, una sfida quotidiana.

Oltre ad avere danzato nei più importanti teatri di tutto il mondo è diventata Ghuest Teatcher in varie compagnie italiane ed europee e Maitre de Ballet al Teatro San Carlo di Roma. Che responsabilità sente quando deve trasmettere e insegnare una coreografia?

Ho iniziato da giovanissima a rimontare balletti in grandi compagnie, da sempre mi sono sentita a mio agio in quel ruolo. Sapevo che quello sarebbe stato un altro capitolo della mia vita, come l'insegnamento. Non ho sofferto quando ho smesso di ballare perché ho avuto talmente tante soddisfazioni che ora intendo trasmetterle agli  altri. Amavo ballare e adesso amo insegnare

Per la seconda volta viene ospitata a Trentino Danza Estate una manifestazione che da tanti anni ormai si occupa della formazione di giovani talenti della danza. Qual'è secondo lei il confine che separa un allievo che fa danza a livello amatoriale da uno che, per esempio pur non avendo tante doti fisiche, è fermamente convinto di voler ballare professionalmente. O meglio si riesce a danzare e magari anche entrare in una compagnia, anche se non si hanno tutte le doti fisiche necessarie, oppure sono imprescindibili

Sono lusingata di partecipare a Trentino Danza Estate, da sempre sinonimo di qualità. Oggi sono cambiati i parametri nella danza , tutto scorre e va avanti , si arricchisce ma, come dicevo prima, se non si è dotati in primis di un cervello che manda i comandi al corpo, da solo, lui non può andare lontano. Un fisico superdotato ma non supportato da un carattere determinato potrà essere superato da un allievo meno virtuoso, ma più costante nello studio.

Secondo lei la danza classica rimane veramente la base di tutto, oppure oggi per chi fa hip hop , break dance , dance hall e altre varie tecniche di danza moderna il classico tutto sommato non serve a nulla?

La danza classica rimane la base per poter affrontare qualsiasi  disciplina e, al tempo stesso, grazie a questo scambio, i vari stili si perfezionano a vicenda. Un ballerino, oggi, deve essere versatile, completo : danza classica, contemporanea, Hip-Hop, flamenco, contact, floor work.

Cosa intende insegnare a questi giovani di Trentino Danza Estate in una sola settimana?

Mi piace donare qualcosa di me,  condividere le mie esperienze  artistiche per stimolare la ricerca quotidiana che noi ballerini facciamo in ogni lezione , non si finisce mai di imparare ed è proprio questa la nostra forza!