Caterina Felicioni, lei è una danzatrice e coreografa che potremmo definire “trasversale, nel senso che nel corso della sua carriera si è esibita e ha insegnato diverse tecniche dalla danza moderna al contemporaneo fino all’hip hop. Da cosa nasce questa esigenza di esplorare diversi “territori” della danza?

R: L'esigenza nasce spontaneamente dalla curiosità del mio corpo di esplorare una varietà di movimenti e possibilità, non mi sono mai sentita a mio agio nell'essere identificata con uno stile , dopo aver appreso una tecnica nasce in me la voglia di andare oltre di uscire dai binari per poi poter rientrare. Per me la danza è sempre stata sinonimo di libertà, ho avuto la possibilità ma soprattutto la voglia di studiare e conoscere diverse tecniche e questo mi ha arricchito molto; è una grande libertà poter scegliere come utilizzare il proprio corpo. Poi la ricerca diventa personale e non si finisce mai di esplorare!

D: Questa esigenza di contaminazione in quale sua produzione si è espressa più pienamente? Quale spettacolo o coreografia realizzata esprime al meglio la sua poetica di danzatrice e coreografa?

R: Si è uno spettacolo che si chiama "Opera Incerta" dove ho sentito di aver espresso quello che rappresenta il mio mondo, l'opera incerta è una tecnica di muratura molto antica che utilizza pietre tutte diverse ad incastro senza usare la calce! E' stato un lavoro molto catartico per me, stavo cercando la mia nuova identità artistica e mi sentivo non catalogabile (ora dico per fortuna) i danzatori erano tutti diversi sia come formazione che di corporatura. Se guardavi i singoli quadri dello spettacolo erano poveri (come le singole pietre) ma nell'insieme tutto funzionava perfettamente, è stato molto emozionante per me vedere il risultato finale (ed io sono molto autocritica ).

Da allora però sono cambiate così tante cose che penso di non aver espresso ancora quello che vorrei, nello stesso tempo ti direi che ad ogni lezione, quando improvviso le mie coreografie, sento che c’è  già tutto. Peccato che il giorno dopo già non è più così! Ecco è proprio questa sensazione che continua a farmi ricercare, sperimentare.

D: Quali sono stati i suoi “primi passi” nel mondo della danza? Lo stimolo che l’ha portata a intraprendere questa strada? C’è qualcuno in famiglia che già danzava, oppure c’era un interesse per il mondo dello spettacolo o semplicemente una necessità che aveva in se stessa?

R: Mio nonno materno era un amante della musica classica e delle opere, ma di danzatori in famiglia non direi...piuttosto tanto amore per la terra e la natura. Mia madre mi raccontava che a due anni quando sentivo la musica del carosello giravo intorno al tavolo agitandomi, a quattro anni "danzavo" al suono delle sirene delle ambulanze! La musica mi ha sempre parlato ed io non faccio altro che tradurre attraverso il mio corpo, il pavimento lo spazio e l'altro.

Mi accorgo che se vedo una persona che si muove in maniera particolare, anche solo se cammina per strada, faccio mio quel movimento, cosi mi succede con gli animali...i loro atteggiamenti , si insomma piccoli particolari. Comunque ho studiato tanto, da piccola avevo una disciplina ferrea, ero avida e testarda, continuavo fin quando non riuscivo. Volevo fare la ballerina classica, ma il corpo non è proprio da tersicorea, ero solo molto elastica, avevo una buonissima coordinazione e senso del ritmo, ma i piedi piatti, l'alluce valgo e le ginocchia grosse mi hanno messa a dura prova. Ho lavorato tantissimo sul mio corpo per modellarlo! Non volevo fare altro, non avevo scelta!

D: Lei è ospite di diversi stage internazionali e nazionali, da quanti anni è docente a Trentino Danza e che cosa pensa di questa manifestazione rispetto alle tante altre organizzate un po’ dappertutto?

R: Esattamente non ricordo quando ho cominciato ad insegnare al Trentino Danza Estate, ma sono stata per diversi anni docente di hip hop, poi c'è stata una pausa per motivi di lavoro, ero occupata con alcune trasmissioni televisive. In quegli anni è avvenuta la mia crisi e sono stata out per qualche anno cercando di capire cosa volevo, ho rifiutato un lavoro in tv e cominciato a fare quello che sentivo, ho mollato l'insegnamento dell'hip hop, ho lasciato la compagnia di Mauro Astolfi, e mi sono rimessa in gioco, è stato come ricominciare da capo.

Devo ringraziare Paolo e Donatella che mi hanno sempre dimostrato fiducia e stima e mi hanno ospitata in una nuova veste. Questo stage è molto bello non solo per la meravigliosa location,che amo profondamente, ma soprattutto per la grande varietà di docenti di spessore che ospita.

C'è un bellissimo clima di collaborazione che si crea ogni volta tra docenti, la struttura è molto funzionale, spesso noi insegnanti partecipiamo reciprocamente anche alle altre lezioni, ci si diverte ! Poi durante tutta la settimana vengono organizzate serate culturali in teatro, insomma è una settimana in cui si respira danza ed arte quasi 24 h su 24.

Durante lo stage i ragazzi vengono coinvolti nella creazione di composizioni coreografiche da esibire l'ultimo giorno, dare un obiettivo del genere è molto stimolante per i ragazzi , sono input che possono far sorgere curiosità e danno nuova linfa sia agli allievi che agli insegnanti che vengono ad aggiornars 

D: Quest’ anno è responsabile della seconda edizione di TrentinoLab, il laboratorio di danza che, dopo l’esperienza dell’anno scorso con Francesca Frassinelli, darà come risultato una nuova perfomance di danza la cui messa in scena è prevista al Teatro Comunale di Tesero il prossimo 30 agosto, dopo una residenza estiva di preparazione che si terrà durante la settimana di stage. Può farci qualche anticipazione? Ha già un’idea del lavoro che intende realizzare?

R: L'unica cosa che saprò di sicuro prima di arrivare sarà la musica e una piccola traccia concettuale...ma poi tutto nascerà li per li...

D: Nello scorso mese di aprile lei ha fatto una selezione dei ballerini i quali dovrebbero partecipare a questa nuova produzione che verrà poi rappresentata anche in collaborazione con il Centro Santa Chiara di Trento, allo scopo di valorizzare i giovani talenti trentini under 24. Quanti ballerini sono stati scelti finora?

R: Finora sono stati scelti 4 danzatori ma rifaremo un audizione poco prima del residenziale,quindi fatevi sotto!!!

D: Quali consigli può dare ai giovani talenti italiani, vista la situazione disastrosa in cui versa la danza in Italia, che vogliono intraprendere la carriera di danzatore professionista?

R:Concordo sulla situazione disastrosa! Credo che il talento oggi vada nutrito di qualità e profonda informazione, mi rivolgo ai genitori: seguite i vostri ragazzi se vedete che hanno talento, portateli a teatro, scegliete programmi in cui si chiacchieri poco e si faccia più cultura in modo che possano avere la possibilità di conoscere e poi di scegliere; mi rivolgo agli insegnanti: non smettete di mettervi in gioco e di aggiornarvi, non c'è mai da perdere; mi rivolgo ai ragazzi: non cercate di omologarvi,non cercate la via più facile, ma cercate la vostra e quando la troverete allora troverete anche il posto e il modo in cui esprimerla...non è facile oggi essere un artista, questo creerà una selezione naturale perché presto, per me, il sistema cosi com'è adesso imploderà e chi rimane sarà chi ha reale Passione e talento e la resilienza che solo la disciplina e il senso del sacrificio, inteso come atto sacro, possono dare.